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L’Europa verso una crisi economica senza precedenti

Le stime del Fondo Monetario internazionale prevedono un crollo del pil della zona euro di 7 punti.

É stato importantissimo ciò che finora hanno fatto le istituzioni europee per questa prima fase di emergenza, ma è assolutamente insufficiente per quella che sarà una contrazione economica senza precedenti.

Il passo fondamentale è un piano europeo per la ripresa economica. Cioè muoversi tutti insieme con azioni coordinate che assicurino una crescita costante e soprattutto uniforme tra i vari stati.

In queste ore si è acceso, secondo me, un inutile dibattito sull’utilizzo del Mes. Soprattutto in italia.

Ogni Stato deciderà se e come usarlo, ma non si può pensare che questo strumento controverso, che ha una dotazione di appena 410 miliardi, possa essere sufficiente.

Quindi bisogna guardare oltre !

Oggi al Parlamento abbiamo votato una risoluzione per la creazione dei recovery bond, l’emissione di obbligazioni comuni europee, uno strumento per la condivisione degli sforzi che ognuno dovrà fare per avviare la ricostruzione.

Una richiesta che il Consiglio europeo non potrà ignorare, perché significherebbe venir meno ai valori fondamentali dell’Unione Europea.

Ma è anche ovvio che servono garanzie da ognuno dei 27 Stati, a cominciare dall’Italia, perché nessuno può pensare che uno strumento pensato per la ripresa economica, garantito da tutti, possa, ad esempio, essere usato per forme di assistenzialismo.

Non è quello che noi italiani vogliamo e dobbiamo farlo capire bene a chi, fino ad ora, ha fatto ostruzionismo, e non fornire ulteriori giustificazioni a chi si ostina a portare avanti una visione totalmente sballata di Europa.
Anche se trovo giusto che i singoli stati si preoccupino di ciò che faranno gli altri con questi fondi.

Ecco, oggi
Il Parlamento che è la voce dei cittadini, ha detto che l’Europa deve agire in maniera coordinata e solidale, per mettere in campo le misure migliori e i fondi necessari per assicurare agli Stati europei il massimo delle risorse possibili.
Ed il 23 sono certo che questa sarà la linea che passerà.

Nessuno può permettersi di perdere ulteriore tempo.

 

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