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foto di Ischia

Turismo, con il Green Pass arriva una gestione ordinata a livello europeo

Le sfide affrontate, le proposte avanzate e i dubbi irrisolti durante la pandemia: ecco perché il Green Pass europeo rappresenta la miglior soluzione possibile per gestire il comparto turistico. 

 

Con i colleghi della task force turismo, in questo anno, abbiamo svolto un lavoro enorme. Abbiamo perso il conto delle iniziative parlamentari, delle proposte legislative, dei documenti di sintesi politica. Crediamo, infatti, che il turismo debba essere tema di interesse europeo tanto nella definizione degli aspetti normativi, quanto della allocazione delle risorse.

Lo abbiamo compreso con ancor più forza durante questa pandemia. 27 stati con 27 sistemi diversi e 27 regimi di risposta alla crisi sanitaria, rappresentano quanto di più lontano possa esistere dal progetto federalista immaginato dai padri fondatori.

Abbiamo chiesto, senza risultati, che la Commissione dotasse il bilancio di un capitolo di spesa dedicato al turismo, che occupa il 10% del PIL europeo e dà lavoro a oltre 23 milioni di cittadini, è il core business di 3 milioni di imprese.

Le agevolazioni fiscali, la maggiore flessibilità sugli aiuti di stato e il sostegno al settore aeroportuale, di certo non possono definirsi come una risposta efficace alla crisi.

La risoluzione del Parlamento dello scorso giugno per il sostegno alle piccole e medie imprese, resta lettera morta.

Mi chiedo, dunque, cosa abbia intenzione di fare la Commissione per sostenere le imprese e i lavoratori perché il passaporto vaccinale, iniziativa intelligente e lodevole, di certo non rappresenta la soluzione al problema.

 

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