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Come è strutturata la nuova PAC

La Commissione Europea ha presentato la proposta per riformare la Politica agricola comune (PAC) nel 2018, con l’introduzione di un nuovo metodo di lavoro per modernizzare e semplificare la politica agricola europea. Dopo lunghe e difficili trattative, il 25 giugno 2021 è stato raggiunto un accordo sulla riforma. La nuova PAC si differenzia dalla precedente per un approccio più flessibile, che prende in considerazione le condizioni locali, le necessità degli attori coinvolti e l’aspetto ecosostenibile.

Sono nove gli obiettivi che la costituiscono, che sono anche la base su cui ogni Stato Membro dovrà realizzare il proprio piano strategico agricolo. Questi piani strategici sono la combinazione di diversi interventi che rispondono alle necessità di ciascuno Stato, con lo scopo di portare risultati tangibili, contribuendo alla realizzazione del Green Deal, e all’adeguamento agli obiettivi a livello Europeo.

La Commissione sta supportando i paesi dell’Unione attraverso l’intero processo di preparazione del loro piano strategico agricolo, in modo tale che possano godere pienamente dei vantaggi della nuova PAC e degli strumenti che fornisce. Ogni singolo piano strategico, include una spiegazione su come ogni Stato Membro usufruirà di tali strumenti, per raggiungere appunto gli obiettivi della PAC senza trascurare la componente green. La novità più importante è certamente da ritrovare nel ruolo occupato dalla dimensione sociale: per la prima volta, dall’istituzione della PAC nel 1962, è stato inserito il vincolo del rispetto delle normative che tutelano i diritti dei lavoratori. Il meccanismo è semplice: qualora durante un normale controllo effettuato dalle autorità nazionali, un datore di lavoro venisse colto in flagranza di violare i diritti dei suoi dipendenti, l’autorità competente trasferirà l’informazione all’organismo pagatore della PAC dello Stato Membro in questione, che ne ridurrà l’aiuto economico.

Questo meccanismo entrerà in vigore nel 2023 su base volontaria e, dal 1 gennaio 2025, sarà obbligatorio per tutti gli Stati Membri. Come parte del gruppo S&D, non posso che ritenermi soddisfatto per l’introduzione e la considerazione di un aspetto così importante. Questo primato ci rende fieri. Un altro aspetto che a parer mio rivoluziona la PAC, è da ritrovare nell’attenzione dedicata ai giovani: tutti gli Stati Membri che usufruiscono dei fondi PAC, dovranno destinare almeno il 3% della propria dotazione per supportare i giovani agricoltori, fino ad un massimo di 40 anni. Insomma, le regole della PAC sono state riscritte e possiamo ritenerci davvero soddisfatti per l’accordo raggiunto.

Penso che, specialmente in questo periodo così complesso come quello che stiamo vivendo, era necessario dar vita ad una riforma così. Sicuramente ci sarà maggior voglia di mettersi in gioco da parte dei cittadini, adesso che siamo riusciti a garantire loro una tutela, sotto tanti punti di vista.

 

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