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Vaccino Covid19: a che punto siamo e cosa c’è da fare

È ormai passato più di un anno dall’inizio della pandemia di Covid-19, che ricorderemo come una delle pagine più oscure e drastiche – dal punto di vista economico, sociale e umano – nella storia dell’Unione Europea. Un segnale di speranza, è arrivato con l’approvazione da parte dell’EMA dei primi vaccini, sviluppati nel minor tempo possibile per garantirne un utilizzo immediato, senza comunque trascurarne l’efficacia e la sicurezza. Sono iniziate le campagne vaccinali ed i risultati sono arrivati. Proprio in virtù di ciò, non possiamo fermarci: dobbiamo impegnarci per accelerare la produzione e la diffusione dei vaccini.

Ad oggi, il 58,4% della popolazione europea ha completato il ciclo vaccinale, con un 64,7% che ha ricevuto solo la prima dose. I dati sono incoraggianti e possiamo ritenerci soddisfatti ma questo non significa rallentare e adagiarsi: è necessario coinvolgere gli scettici, aiutarli e guidarli verso una decisione consapevole, non lasciandoli in balia delle fake news e della disinformazione. Sono convinto che anche coinvolgere i più giovani possa rivelarsi una mossa vincente: i dati lasciano ben sperare, con circa 928mila ragazzi – tra i 12 e i 19 anni – che hanno completato il ciclo vaccinale.

C’è ancora molto lavoro da fare ma non possiamo non riconoscere l’importanza della vaccinazione: ci è stato fornito uno strumento efficace per combattere questo nemico invisibile, che ci ha portato via la possibilità di vivere liberamente la nostra vita. Per questo è necessario che chiunque possa, si vaccini. Molti non hanno potuto scegliere. Noi invece abbiamo questa possiblità, non sprechiamola e riponiamo fiducia nella scienza.

 

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