fbpx

Sostenibilità e digitalizzazione, le energie green del futuro

La sostenibilità, in tutte le sue declinazioni, è al centro del progetto di rilancio europeo. Se persona e ambiente sono l’essenza del cambiamento in chiave green, la digitalizzazione è una sfida per lo sviluppo sostenibile e la coesione.  Il divario di crescita dell’Italia rispetto all’Europa va di pari passo con il suo ritardo tecnologico, che si traduce in una perdita di competitività.  In questo contesto, la parola chiave è coesione. Un esempio: uno dei tesori dell’Italia, sono le sue piccole comunità, che però pagano lo scotto di accusare un ritardo ancora maggiore nello sviluppo digitale. Le nuove tecnologie però sono veicolo di sostenibilità e lo sono in campo agroalimentare, economico, sociale e culturale.

Questa è una delle sfide, probabilmente la più importante. Non basta allineare l’economia a quella di altre realtà europee, dobbiamo farlo nel modo giusto.  Ed è chiaro che la de-carbonizzazione è l’altra sfida sul tavolo. L’Europa è all’avanguardia rispetto a Usa, Cina e Giappone sia sotto il profilo normativo che di quello delle risorse messe in campo. Pensiamo a Blue Economy e Green Deal, a cosa rappresentano, alle sfide che pongono, agli obiettivi che vogliamo raggiungere. Rinunciare a petrolio e carbone rappresenta una opportunità enorme tanto in termini ambientali, di lotta ai cambiamenti climatici e riequilibrio dell’ecosistema, quanto in termini economici.

Pensiamoci: transizione verde significa elettrificazione, reti da ridisegnare, da rinforzare, da rendere resilienti alle aggressioni climatiche, sviluppo di nuove tecnologie.  È facile immaginare le ricadute in termini di occupazione, competitività, innovazione. Ed è solo quello che spetta al pubblico. Poi ci sono i privati, soprattutto le aziende. I pregiudizi delle PMI sulla transizione digitale vanno superati, ma va da sé che senza una struttura di connettività diffusa in maniera capillare sul territorio, ogni azione diventa difficile da sostenere.  Eppure la connettività è la chiave per la trasformazione delle aziende in chiave green, è la chiave per ottenere quel salto di dimensione necessario alle sfide globali che i mercati impongono. Per riuscire, oltre a quanto appena detto, ci sono altri due fattori chiave: i giovani e le donne.  Transizione digitale sostenibile significa mettere in campo competenze e conoscenze che siano congrue ad un quadro socio-economico del tutto nuovo. C’è un ampio richiamo a questi aspetti anche nel Manifesto di Assisi, che dovrebbe essere la nostra Stella Polare, come sottolineato a più riprese anche dal presidente Sassoli. Se l’obiettivo da raggiungere è un umanesimo sostenibile, allora le aziende, di qualunque forma e dimensione, devono nutrirsi delle competenze di quelle persone che sperimentano, inventano, si formano.

Questi gli aspetti positivi, ma ovviamente esiste anche l’altro lato della medaglia. La digitalizzazione – e concludo – pone anche tutta una serie di questioni legate alle libertà individuali, al diritto alla privacy, alla sicurezza dei processi produttivi, delle informazioni sensibili.  L’interconnessione ha avuto come conseguenza l’aumento dei reati digitali, la nascita di nuove tipologie di crimini che facciamo ancora fatica a comprendere e contrastare.  L’attacco al database della Regione Lazio è un esempio lampante di un problema che nei prossimi decenni sarà sempre più pressante.  Prepararsi alla trasformazione digitale, creare una società che sia più matura, consapevole, resiliente, implica anche la creazione di strutture di controllo che siano adeguate. La creazione del DIS, l’agenzia della cybersicurezza nazionale, anche se con qualche decennio di ritardo rappresenta una svolta importante, anche per la dotazione finanziaria crescente che il Governo gli ha accordato.

 

leave a comment

Privacy Preference Center

Close your account?

Your account will be closed and all data will be permanently deleted and cannot be recovered. Are you sure?