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La Conferenza sul Futuro dell´Europa: le nuove sfide dell’UE

Anche il Governo italiano, in virtù degli avvenimenti dell’ultimo anno e mezzo, ha ritenuto opportuno rivedere il proprio punto di vista sulla Conferenza sul futuro dell’ Europa. È fondamentale che l’Europa faccia tesoro delle esperienze degli ultimi 10 anni, adattandosi al meglio alle sfide del futuro. Non si può non vedere nell’evoluzione del progetto europeo, un’occasione fondamentale per ridefinire il percorso da intraprendere.

È necessario che la Conferenza faccia di questi due pilastri la base da cui partire: un dibattito concreto sulle riforme da adottare per migliorare il funzionamento dell’UE e una discussione sulle questioni politiche prioritarie da affrontare. L’Italia ha manifestato la sua soddisfazione riguardo l’iter e la gestione della Conferenza, in particolare riguardo la struttura concordata dalle tre istituzioni europee.  Logicamente, per una buona riuscita del progetto sarà necessario   soddisfare particolari condizioni, come la partecipazione attiva di tutti i cittadini dell’UE, incoraggiando il coinvolgimento di Comuni e Regioni.

Ulteriormente fondamentale sarà assicurare un coordinamento costante tra le istituzioni europee e gli Stati membri, oltre a garantire il rispetto della rappresentanza e la trasparenza, con accesso a documenti garantito durante l’intero processo. Le grandi protagoniste della Conferenza, saranno le politiche: possiamo considerarla come un’occasione d’oro per informare i cittadini, per dare voce alle loro preoccupazioni e per ascoltare le loro proposte ma anche per riformare e rivoluzionare determinati ambiti, come ad esempio quello sanitario, prendendo seriamente in considerazione la possibilità di un’unione sanitaria permanente: l’European Health Union.

Questo ambizioso progetto sarebbe fondamentale per sopperire alla carenza di materiale sanitario, rendendo i dispositivi di protezione individuale, i vaccini e altri farmaci in generale più facilmente accessibili. I progetti sono molto ambiziosi e la volontà di garantirne la riuscita è tanta. Sicuramente, l’aspetto che ci è più a cuore è la partecipazione attiva della cittadinanza: che le istituzioni non vengano percepite più come estranee alla vita quotidiana del nostro grande popolo europeo. Una collaborazione attiva e reciproca è necessaria. Come membro del Parlamento, come rappresentante a cui i propri elettori hanno dato fiducia, mi impegnerò al massimo per la realizzazione di questi obiettivi, per un’Europa coesa, con lo sguardo rivolto al futuro.

 

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