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Nuove tecnologie e beni culturali, le opportunità del nostro territorio e la promessa di fare di più

Siamo cittadini del Sud e come tali conosciamo bene il ritardo economico dei nostri territori. Quel che probabilmente conosciamo meno, ma che stiamo imparando a conoscere sempre di più, grazie anche al lavoro svolto dagli Atenei e dagli enti di ricerca, è il nostro immenso patrimonio culturale e le opportunità di sviluppo che ci offrono.  Per decenni abbiamo dato per scontato, considerandolo quasi un fastidio, tutto ciò che ci circonda. Ovviamente non è così, perché il patrimonio storico-culturale rappresenta un incredibile volano di sviluppo.

Oggi le nuove tecnologie offrono ulteriori opportunità. Pensiamo banalmente alla virtualizzazione dei musei, all’esperienza multisensoriale, immersiva.  Uno strumento fondamentale per avvicinare sempre più persone all’arte e alla cultura perché con l’avvento delle nuove tecnologie è radicalmente cambiata la percezione che abbiamo del mondo e delle cose e di conseguenza è fondamentale adeguarsi.  L’influenza delle nuove tecnologie in un settore come quello archeologico, ad esempio, è già evidente a molti.

Dalle metodologie integrate per la realizzazione di modelli tridimensionali eseguiti con laser scanner, alla fotogrammetria digitale, dalla fotomodellazione e ricostruzione 3D al restauro virtuale 2D, dalla catalogazione alla fruizione in rete, sono tante le tecnologie oggi adoperate nei più moderni centri di ricerca, ma anche in laboratori di restauro e diagnostica. L’Unione Europea in questi anni ha messo in campo risorse enormi per la cultura. Parliamo di miliardi di euro, sia di fondi diretti che di fondi indiretti, declinati attraverso decine, se non centinaia di progetti.  Alcuni Paesi hanno saputo cogliere queste opportunità e si sono fiondate nello sviluppo della cultura 2.0. Altri, come l’Italia, sono in ritardo, nonostante abbiano picchi di eccellenza che tutto il mondo ci invidia. Il nostro dovere è quello di comunicare le opportunità che l’Unione Europea mette a nostra disposizione e fare in modo che atenei, enti di ricerca, istituti museali e tutto il variegato mondo della cultura italiana sappia coglierli e metterli a frutto.  Questa deve essere la nostra missione e spero, nel mio piccolo, di poter offrire tutto il supporto di cui c’è bisogno.

 

 

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