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Il pacchetto legislativo Fitfor55, un cambiamento radicale nel mondo dei trasporti

Durante la riunione tenutasi lo scorso 30 settembre con i colleghi della Commissione Trasporti, la direttrice generale per la mobilità e i trasporti Mona Bjorklund è intervenuta con un’introduzione sul pacchetto legislativo Fitfor55, includendone le possibili implicazioni per lo sviluppo di metodi di trasporto alternativi. L’obbiettivo è quello di raggiungere la neutralità climatica del 55% entro il 2030. Il pacchetto si compone di 13 proposte, di cui 11 sono pensate per avere un impatto diretto sui trasporti. Sono stati stabiliti dei target per ciascuno Stato membro e sarà necessario adottare delle misure di sostegno per raggiungere la neutralità climatica.

Logicamente, di pari passo al pacchetto legislativo, è stata sviluppata un’analisi economica che ha dimostrato il modo in cui ciascun settore dovrà contribuire per raggiungere gli obiettivi prefissati. Ulteriormente importante è stato l’intervento di Axel Volkey, vice capo dell’unità sostenibilità e trasporti, il quale ha affermato che questo pacchetto legislativo garantirà una redditizia trasformazione del settore, che sarà giusta e socialmente equilibrata, con la creazione di mercati per le tecnologie a emissioni zero. Il pacchetto include svariate misure di regolamentazione, di determinazione dei prezzi e misure di supporto.

Le iniziative politiche sono complementari a quelle legislative, sulla base di una valutazione globale dei costi e dei benefici dell’ambizione climatica rivista. In particolare, queste iniziative riguardano sia le nuove immatricolazioni che l’intero stock dei veicoli, includendo quelli a combustibili biologici e a basse emissioni di carbonio. In più sono previsti degli incentivi per veicoli a bassa o a zero emissione e delle deroghe per le aziende produttrici di veicoli di piccole dimensione. Il nuovo approccio proposto dalla Commissione risulta essere ancora più ambizioso, con il mantenimento degli stessi obiettivi per il 2025 e l’incremento delle ambizioni per le proposte del 2030. A questa analisi, si aggiunge poi la necessità di garantire la disponibilità di infrastrutture sufficienti per sostenere la diffusione dei veicoli a zero e basse emissioni in tutti gli Stati membri. La mancanza di questi ultimi può diventare un ostacolo all’adozione del veicolo e alla competitività in generale.

 

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