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Un piano d’azione per salvaguardare il settore agricolo

È oramai dal 2014 che la crisi del reddito agricolo sta creando non pochi problemi al settore della produzione agricola. I consumatori europei non hanno mai attribuito così tanta importanza al cibo che mettono in tavola e non riescono a comprendere perché l’Unione non si adoperi maggiormente per garantire la qualità dei prodotti e la dignità di chi li produce. L’Unione deve darsi un’autonomia strategica e ritrovare gli attributi della sua sovranità alimentare, altrimenti tale mancanza di efficacia spianerà sempre di più la strada a coloro che vogliono rimettere in discussione la costruzione europea.

Per questo è stato deciso di utilizzare la proposta della Commissione, al fine di portare avanti l’idea della necessità di un’ampia revisione del regolamento dell’Organizzazione Comune dei mercati; che lo trasformerebbe in un vero e proprio regolamento per la gestione delle crisi agricole. È necessario responsabilizzare la Commissione, consentendole di elaborare una strategia d’azione nell’ambito di un quadro di riferimento dell’efficacia dell’attuazione che costituirà la base per il dialogo con il Parlamento e con il Consiglio. È opportuno che l’intervento pubblico continui a costituire una rete di sicurezza, da usufruire nel momento in cui i prezzi sono nettamente inferiori al loro livello di equilibrio. Al fine di avviare l’elaborazione della strategia d’azione della Commissione in materia di gestione delle crisi, è importante che vengano redatte due relazioni: la prima, relativa alle risposte che dovranno essere fornite in caso di crisi post-Brexit; la seconda riguardante la caratterizzazione dei diversi tipi di crisi che possono colpire i mercati agricoli. L’intera PAC non può essere rimandata agli Stati Membri e ai piani strategici nazionali.

La Commissione deve continuare a svolgere la sua funzione di garante dell’integrità del mercato comune di fronte alle crisi. In particolare, senza un miglioramento significativo delle condizioni retributive degli agricoltori tramite una migliore regolamentazione dei mercati in grado di dare sicurezza agli agricoltori nel quadro della transizione ambientale, la PAC continuerà a essere inefficace in termini ambientali e rispetto ai cambiamenti climatici. Noi siamo dalla parte della Commissione, che propende per una maggiore responsabilizzazione degli Stati membri e degli agricoltori, in particolare attraverso il rafforzamento delle organizzazioni dei produttori. Ciò non deve tuttavia realizzarsi a scapito delle regioni e la Commissione deve definire il suo ruolo nella gestione pubblica delle crisi allo scopo di conseguire una buona complementarità con la gestione privata dei rischi, assicurata dagli agricoltori e dalle loro organizzazioni.

 

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