L’ intervento del presidente Colombia al Parlamento Europeo

Durante la sessione plenaria di febbraio, abbiamo potuto ascoltare le parole di Ivan Duque Marquez, Presidente della Colombia. Ne è passato di tempo, stando a quanto ci ha ricordato, da quando lo scrittore Garcia Marquez arrivò a Stoccolma per denunciare la solitudine del Sud America e, dobbiamo riconoscere, che la sua presenza al PE è la dimostrazione che c’è la possibilità di stringere nuovi rapporti. Il Presidente ci ha ricordato di quanto sia stato fondamentale soprattutto durante la pandemia, non scegliere tra la salute e l’economia ma anzi migliorare le condizioni del sistema sanitario, incrementando le unità di terapia intensiva, investendo nella telemedicina e raggiungendo l’obiettivo sempre più prossimo del quasi 90% della popolazione vaccinata.

Interessanti inoltre le sue osservazioni sul cosiddetto “New Deal” colombiano, che ha contribuito all’erogazione di investimenti pubblici e privati, allo stabilire un salario minimo mensile, al varare programmi di istruzione pubblica gratuiti. La Colombia, sostiene con forza, è impegnata nel tentativo di ripristinare definitivamente pace e legalità, contrastando aspramente il regime di Nicolas Maduro e ribadendo il principio di non ideologia nell’accoglienza dei “fratelli venezuelani”. Il suo appello è chiaro: non va aiutata solo la Colombia ma tutti i paesi che hanno accolto i migranti. Inoltre ci ha tenuto a ringraziare l’Unione Europea per il suo sostegno nel progetto “pace e legalità” e per l’importanza del patto climatico. Concludo riportando le sue parole, che sono un messaggio positivo per noi: “Marquez diceva al mondo intero che il Sud America era solo, oggi invece ha superato gran parte di questa solitudine ed ha bisogno più che mai dell’Europa” grazie per queste belle parole, Presidente!

 

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